Nel settecento nacquero le prime industrie (zolfo e concerie di pelle), favorendo la nascita di una borghesia cittadina. Nel corso dell’800 le numerose miniere di zolfo (circa 20) costituirono la vera ricchezza della città e la popolazione nel giro di dieci anni aumentò da settemila a ventimila abitanti. Purtroppo da circa 30 anni le miniere sono chiuse a causa della concorrenza di paesi in via di svilippo (Messico su tutti) in cui la manodopera era sottopagata rispetto ai salari italiani. Secondo alcuni esperti il giacimento di Zolfo sotto le colline tra Favara e Villaggio Mosè è ancora uno tra i più ricchi al mondo. Da alcuni anni si parla di convertire le miniere abbandonate in Museo.
Attualmente l'economia della città è basata principalmente sull' agricoltura, sull'artigianato e sull'edilizia.
Le principali colture di Favara sono vigneti, uliveti e produzione di mandorle.
Molte invece sono le piccole e medie aziende artigiane, sparse sia nel tessuto urbano della città che nell'area di sviluppo industriale (A.S.I.) Favara-Aragona di contrada S. Benedetto che ricade oltre che nel territorio comunale di Favara anche nel territorio di Aragona (AG) e in minima parte anche nel territorio di Agrigento.
L'edilizia ha rappresentato e rappresenta ancora adesso il vero motore dell'economia della città, infatti molti imprenditori edili della provincia di Agrigento sono favaresi.
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